Obiettivi del concorso 2015:

 Coinvolgere i cittadini e le organizzazioni di volontariato in nuove azioni di contrasto alle povertà con l’obiettivo di:

  1. Intervenire sulle aree di disagio invisibili, creando legami solidali con i diversi soggetti della comunità.
  2. Cogliere le fragilità esistenti e affrontarle in maniera collettiva.

 

Tre le aree Aree di intervento per progetti di rete che coinvolgano le associazioni di volontariato, i cittadini e le istituzioni per:

  1. rendere visibili e rispondere a bisogni non ancora soddisfatti che causano nuove forme di povertà;
  2. realizzare nuove azioni di welfare locale con risposte flessibili e integrate in grado di generare nuovi spazi di socialità,
  3. promuovere processi di autonomia e di inclusione sociale.

 

Il 26 ottobre 2015  è stato lanciato il concorso con una nuova modalità un focus con l’intervento sul tema delle povertà invisibili  di un esperto nazionale Walter Nanni , direttore dell’ufficio Ricerca di Caritas Italiana che ha fornito spunti e dati per favorire intercettazioni di bisogni sul tema.

Alla prima fase di selezione dell’idea sono pervenute 4   idee progetto. E’ stato realizzato un laboratorio di progettazione partecipata  presso la  Sala degli Affreschi della Biblioteca Comunale  a cui hanno partecipato circa  30 referenti provenienti dalle  reti di associazioni delle tre idee selezionate, la quarta non ha partecipato.

Il laboratorio del 27 gennaio 2016 Partnership = intrecci capaci di leggere contesti [fragili] e costruire azioni [trasformative] ha dato ulteriori Indicazioni e strumenti per passare dall’idea al progetto esecutivo è stato condotto da Graziano Maino e Marco Cau esperti di lavoro in partnership.

Sono stati finanziati i seguenti 3 progetti

  1. Cà.So.La.Re – Solidarietà, Lavoro, Relazioni

Rete composta da 7 soggetti   :  centro astalli (odv)  .Ass. GERMOGLI,  Ass. CARPE DIEM Ass. MIMOSA CIRS Cinformi, Atas, Punto d’Approdo, Villa S. Ignazio, A.M.A., CSV

Il Centro Astalli Trento ha rilevato la necessità di mettere a disposizione di donne titolari di protezione internazionale(rifugiate), ed eventualmente dei loro figli, degli alloggi di “seconda accoglienza”, ossia alloggi che offrano un passaggio intermedio tra il progetto di accoglienza provinciale in cui queste sono inserite appena arrivano in Italia, e l’autonomia completa. Si vuole minimizzare il rischio di ricadute in una situazione di indigenza per queste persone, spesso estranee a reti di amicizia e con lavori precari e poco retribuiti. Per fare ciò si metterà a disposizione di queste donne un alloggio in una zona valutata come adatta (Roncafort) prevedendo la figura di un operatore addetto e di volontari afferenti a diverse associazioni che lavoreranno assieme per creare rete attorno alle nuove residenti. Verranno promosse occasioni di conoscenza con la comunità in un’ottica di reciprocità, al fine di stabilizzare i percorsi di integrazione precedentemente avviati nei percorsi di prima accoglienza ed investire sull’elemento che spesso in questi percorsi manca: la creazione di legami sociali tra i beneficiari dei progetti e la comunità trentina. Nell’appartamento potranno convivere dalle quattro alle sei coinquiline in base alla presentazione di una domanda personale dell’interessata o su segnalazione della rete che si occupa di accoglienza. Dai 4 ai 6 posti saranno riservati a donne lavoratrici che necessitano di un ulteriore gradino verso l’autonomia che consenta loro di creare o consolidare reti che le possano supportare. In caso di necessità, un posto verrà riservato ad una madre sola con un bambino. Un posto potrà essere infine riservato ad un volontario. Per svolgere e organizzare le diverse attività, abbiamo verificato la disponibilità di circa 50 persone tra operatori e volontari, che a loro volta si impegneranno nel coinvolgere altri liberi cittadini.

 

  1. COMUN’ORTO

Rete composta da 9 soggetti: Associazione Italia Nicaragua (odv) ,Punto d’Approdo - Quartiere Solidale rete informale -  Ass. Shishu - GaSud Rovereto - Ass. Culturale La Sporta - Ass. Murialdo Verein - Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani - Ass. Brave New Alps, quartiere solidale (rete informale)

Il progetto è rivolto a 16 richiedenti asilo indicati dall’Associazione Punto d’Approdo, che saranno presenti negli orti in numero di 4 per volta e per la durata di due mesi; 10 volontari orticoltori; i volontari della rete proponente; le 9 organizzazione partner; professionisti sia volontari che retribuiti; enti profit; cittadini.

La presente proposta prevede l’attivazione di 2 orti siti nel quartiere, coltivati secondo i principi dell’agricoltura sinergica e organica con la creazione di un ciclo naturale sostenibile, concepito come uno spazio di lavoro collettivo e d’incontro. Il lavoro insieme servirà a condividere competenze e conoscenze di provenienza variegata, ad acquisirne di nuove tramite uno scambio fra persone e culture diverse.

Il progetto è nato per offrire ai richiedenti asilo la possibilità di essere inseriti in un tessuto sociale accogliente con relazioni significative e di acquisire competenze utili per il loro futuro lavorativo. Il progetto vuole anche rinforzare la rete di relazioni sociali del nostro territorio nata per far fronte alle nostre povertà. Intende anche sperimentare una economia in piccola scala basata sulla produzione di un prodotto di qualità nel rispetto dell’ambiente, sulla diffusione della pratica dell’autoconsumo e della trasformazione del prodotto. Offre inoltre percorsi formativi sulle pratiche agricole, sulla sicurezza e sulla valutazione dei prerequisiti lavorativi.

Mira anche a coinvolgere le scuole e i centri per giovani con attività e percorsi formativi nell’orto per recuperare contatto con l’ambiente e conoscenza dei concetti ecologici di base, nonché per stabilire relazioni significative con persone di altre culture. La realizzazione di una serie di eventi nel corso dell’anno permetterà di far conoscere il progetto alla comunità e le idee che lo sottendono.

 

  1. #giovani per la salute dei giovani

Rete composta da 6 soggetti: AMA Salute mentale - GI. PRO. Giovani Professionisti -  APSS - Ass. Carpe Diem - Comune di Trento – PAT

L’idea progettuale è quella di costituire e supportare, attraverso al metodologia della peer education, un gruppo di giovani volontari che contribuiscano alla creazione e alla gestione di canali web (piattaforma e socialmedia) di informazione e di orientamento per i loro coetanei (15-30 anni), veicolando messaggi di promoziona alla salute e del benessere. La piattaforme e i socialmedia potranno assumere un ruolo di prevenzione delle fragilità e di contenimento delle povertà relazionali, permettendo di promuovere informazione, relazione, salute e benessere per i giovani attraverso altri giovani volontari informati e formati e facilitare l’accesso ai servizi offerti alla fascia giovanile attraverso l’impiego del web e del web 2.0. già molto utilizzati da questa fascia di popolazione. Gli strumenti digitali verranno sviluppati con la consulenza di esperti nella promozione della salute che garantiscano la correttezza dei contenuti e supportino, ove richiesto, i giovani volontari nella loro attività comunicativa e da esperti tecnici per la costruzione e l’aggiornamento degli strumenti. La costituzione e la formazione del gruppo di giovani volontari sarà il cuore del progetto, grazie alle competenze che avranno

 

 

 

maturato durante un percorso di formazione i giovani metteranno a disposizione di altri giovani coetanei la loro capacità di ascolto e di accoglienza delle difficoltà e saranno in grado, supportati dai professionisti, di fornire informazioni corrette sulle diverse problematiche e sulle opportunità offerte dai servizi. I giovani volontari avendo acquisito competenze nell’ambito della promozione della salute potranno contaminare in maniera diretta altri giovani nei loro contesti di vita (scuola, università, squadre sportive, gruppi informali) Il gruppo dei giovani volontari sarà coordinato da un facilitatore di processo per la relazione e la coesione del gruppo e da un giovane esperto di socialmedia marketing per la parte tecnica.