di Andrea Baldessari - Tirocinante master GIS - Gestione Imprese Sociali
“Fiducia”: questo è il concetto chiave sul quale la Fondazione ha deciso di lavorare quest’anno. Non si tratterà di un tipo di fiducia qualsiasi, ma di “trust-based philanthropy” (nella traduzione italiana: “filantropia basata sulla fiducia”), paradigma emergente nell’ambito filantropico internazionale, ossia da parte di organizzazioni che mettono a disposizione fondi per il miglioramento della vita delle persone e della comunità. Questa tendenza sta diventando oggetto di particolare interesse anche nel contesto italiano.
Per la Fondazione, “fiducia” indica una vera e propria infrastruttura sociale invisibile che promuove la partecipazione e la collaborazione comunitaria. È la condizione che rende possibile il volontariato, inteso come dono, partecipazione, rafforzamento e sostegno del legame sociale. Per questo motivo, la Fondazione ha scelto di praticare la fiducia con costanza e continuità, in risposta ai bisogni della comunità.
È un percorso lungo, che richiede tempo e cura delle relazioni.
Che cos’è la filantropia basata sulla fiducia?
L’espressione “filantropia basata sulla fiducia” esprime soltanto uno degli aspetti più innovativi di questa tendenza di provenienza anglosassone: per rispondere al meglio ai bisogni - emergenti e non – della propria comunità di riferimento è fondamentale che gli enti filantropici e le molteplici realtà del Terzo Settore instaurino un rapporto sincero e profondo di fiducia e trasparenza, fondato su una logica di collaborazione orizzontale. Significa, cioè, abbracciare un approccio collaborativo che si allontana dalla più tradizionale modalità di lavoro “verticale” (che di norma caratterizza la relazione tra ente donatore ed ente beneficiario) e significa quindi ridefinire non soltanto i ruoli ma anche il tipo di interazione che si crea tra gli attori in campo. Così donatori e beneficiari (delle erogazioni) diventano partner strategici che condividono risorse e competenze, adoperandosi per il raggiungimento di un obiettivo comune riconosciuto (Rossero, E. e Maino, F., 2024).
Tre sono i principi guida ricorrenti di questo approccio altamente trasformativo, che hanno catturato l’interesse della nostra Fondazione in un’ottica di miglioramento nell’adempimento della propria mission:
- autonomia delle associazioni non profit e garanzia di una maggiore libertà nell’uso dei contributi ricevuti, riconoscendo le organizzazioni stesse come i soggetti più esperti nella risposta ai bisogni sociali;
- finanziamenti di lungo periodo delle realtà beneficiarie;
- progressivo “alleggerimento” del carico burocratico, che prevede anche una notevole semplificazione degli obblighi di rendicontazione oltre che dei documenti da presentare in fase di candidatura progettuale (Mento, F., Messina, D. e Sciascia, G., 2024).
Perché proprio la filantropia della fiducia?
Fin dalla nascita la Fondazione si è dedicata ai suoi tre scopi primari: sostenere economicamente progetti di volontariato sociale realizzati su tutto il territorio del Trentino, diffondere la cultura del volontariato in quanto dono incondizionato e studiare e cogliere le necessità del tessuto socioeconomico e culturale, rispondendo tempestivamente con soluzioni innovative concrete. Dal punto di vista economico, negli ultimi anni la Fondazione ha veicolato le proprie risorse per finanziare le organizzazioni del Terzo Settore locale, principalmente tramite i bandi “Intrecci Possibili” e “Formati su Misura” e il “Premio di Solidarietà”.
Una delle sfide comuni alle iniziative progettuali sostenute è la mancanza - percepita e reale - di finanziamenti stabili, in favore di sovvenzioni “a spot”, che minacciano di ostacolare e compromettere l’impatto sociale rigenerativo delle diverse progettualità nel lungo termine. Il Terzo Settore necessita infatti di finanziamenti pluriennali e flessibili, oltre che di forme di sostegno non monetario, quali relazioni e connessioni (Carazzone, C., 2018).
Il desiderio di garantire una effettiva continuità delle attività progettuali selezionate - e di assicurare loro una certa sostenibilità nel tempo, ha quindi spinto la Fondazione ad allargare i propri orizzonti ed esplorare nuovi “territori” che potessero essere fonte di ispirazione nel delicato e complesso processo revisionale dei bandi “Intrecci Possibili” e “Formati su Misura”. Le necessità evidenziate dal confronto dialettico con il tessuto sociale locale hanno sempre più avvicinato la Fondazione alla “filantropia basata sulla fiducia”, che potrebbe fornire soluzioni strumentali ottimali.
Quali passi ha fatto la Fondazione fino ad oggi?
Lo studio dei meccanismi di finanziamento adottati da altre Fondazioni nazionali (Del Sarto, A., 2025) e non, ha evidenziato alcune traiettorie verso le quali la nostra Fondazione potrebbe indirizzare la propria azione strategica. Al tempo stesso, è apparso anche chiaro come, senza esserne pienamente consapevole, negli ultimi anni la Fondazione abbia optato per soluzioni che riprendono da vicino i valori fondanti di questa nuova tendenza filantropica: “snellire” gli oneri burocratici semplificando le procedure di accesso ai bandi, consentire un aumento considerevole dell’entità dell’anticipo del contributo (fino al 50%) richiedibile da parte delle associazioni beneficiarie, e mettere a disposizione degli enti un sostegno non esclusivamente finanziario. In quest’ultimo caso, importante è il ruolo dell’Ufficio Svolta, spazio di progettazione sociale istituito da Fondazione Caritro, CSV Trentino e Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale, che dal 2017 ha accompagnato e consigliato le organizzazioni del Terzo Settore trentino sia nello sviluppo e presentazione delle idee progettuali che nella realizzazione dei progetti stessi. Questo sportello, unico nel suo genere nel contesto locale, proprio grazie ai servizi di accompagnamento e di consulenza offerti relativi a progettualità, sviluppo organizzativo e gestione di rete, ha incoraggiato l’indole progettuale del Terzo Settore, aiutando le associazioni a superare i consueti ostacoli burocratico-amministrativi e favorendo la creazione di nuove alleanze.
Quali sono le prospettive future per la Fondazione?
Con l’obiettivo di avvicinarsi sempre più alla filosofia della “trust-based philanthropy”, due sono gli aspetti chiave sui quali la Fondazione intende concentrarsi nel prossimo futuro:
- consentire alle organizzazioni beneficiarie di dedicarsi maggiormente alla realizzazione delle proprie iniziative progettuali – oltre che al perseguimento della propria mission, continuando nella semplificazione dei materiali documentali richiesti ante, infra e post realizzazione progettuale (che potrebbe includere, per esempio, la definizione di una consistente quota percentuale di costi indiretti da non rendicontare);
- costruire e consolidare relazioni vere con le realtà dell’ecosistema del volontariato sociale trentino, favorendo momenti di incontro e dialogo aperto non solo tra la Fondazione e gli enti, ma anche tra le associazioni stesse, per incentivare dinamiche di networking costruttivo e strategico.
Due incontri fondamentali per trasformare le relazioni in fiducia e la fiducia in idee
La consulenza in fase di progettazione, attivata con l’Ufficio Svolta, come detto è stata determinante per intessere relazioni di fiducia con le organizzazioni di volontariato che sosteniamo. Ma se l’obiettivo è fare in modo che i loro progetti si realizzino e abbiano un impatto sociale effettivo, è necessario andare oltre, verificare le loro difficoltà, monitorando l’andamento dei progetti. Una prima e importante occasione di “conoscenza reciproca” è avvenuta lo scorso novembre 2025, quando la Fondazione ha incontrato per la prima volta tutte insieme le persone delle associazioni vincitrici del bando “Intrecci Possibili 2025”. Questo incontro ha dato la possibilità di presentare e approfondire gli aspetti salienti del bando, e ha anche segnato l’inizio di una serie di scambi informativi e di chiarimento tra la Fondazione e i responsabili dei progetti. Scambi che tuttora continuano.
Un secondo momento estremamente significativo e strategico è stato il laboratorio svoltosi il 22 gennaio (2026), che ha visto la partecipazione sia del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale, sia delle associazioni di volontariato che negli ultimi 5 anni hanno beneficiato di una qualche forma di erogazione da parte della Fondazione. Il clima di apertura e ascolto reciproci hanno permesso un confronto proficuo tra i presenti: le priorità tematiche emerse sono state la formazione, fabbisogno trasversale a quasi tutte le associazioni, e il volontariato, comprendente gli aspetti di reclutamento, accompagnamento e motivazione dei volontari. Tra le indicazioni raccolte, si è suggerito, da un lato, di prevedere sia controlli periodici durante la realizzazione dei progetti, che un momento di riscontro finale, non solo di carattere rendicontativo; dall’altro lato, di valorizzare la partecipazione in rete. Gli spunti forniti rappresentano una risorsa preziosa, in quanto saranno fonte di ispirazione durante il processo di revisione, attualmente in corso, delle linee di finanziamento della Fondazione.
E tu, cosa puoi fare?
Iniziamo ad applicare subito il principio di filantropia della fiducia: vogliamo dare voce a chi ci legge. Abbiamo preparato un breve questionario (5-10 minuti) per raccogliere idee e spunti da chi vive il volontariato tutti i giorni per ripensare insieme le nostre linee di finanziamento. Scrivi il tuo bando ideale!
Il bando ideale: raccontaci come lo immagini! – Compila modulo
Vuoi saperne di più?
Rossero, E. e Maino, F. (a cura di). (2024). Filantropia basata sulla fiducia: promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale investendo sulle relazioni. Roma: Fondazione Lottomatica. https://www.secondowelfare.it/studio/filantropia-basata-sulla-fiducia-promuovere-linnovazione-e-il-cambiamento-sociale-investendo-sulle-relazioni/
Mento, F., Messina, D. e Sciascia, G. (2024). Filantropocene, non solo un neologismo. Percorsi di Secondo Welfare. https://www.secondowelfare.it/terzo-settore/filantropocene-non-solo-un-neologismo/.
Carazzone, C. (2018). Due miti da sfatare per evitare l’agonia del Terzo settore. Vita. https://www.vita.it/due-miti-da-sfatare-per-evitare-lagonia-del-terzo-settore/.
Del Sarto, A. (2025). La filantropia trust-based in pratica: il percorso di Fondazione SociAL tra dimensione locale e orientamenti internazionali. Percorsi di Secondo Welfare. https://www.secondowelfare.it/filantropia-e-fiducia/la-filantropia-trust-based-in-pratica-il-percorso-di-fondazione-social-tra-dimensione-locale-e-orientamenti-internazionali/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=la_memoria_che_riattiva_le_comunita_welfare_aziendale_a_misura_di_esg_filantropia_trust_based_in_pratica_e_le_altre_storie_della_settimana&utm_term=2025-08-08.
Osservatorio Filantropia e CSR. (2025). Tra tradizione e intenzionalità. Modelli operativi della Filantropia italiana. https://osservatorio.italianonprofit.it/dati-e-report.




