Il 2025 tra progetti e premi contro la solitudine
La solitudine è una delle grandi sfide del nostro tempo. Viviamo in un mondo connesso, eppure la solitudine cresce silenziosa tra di noi e riguarda tutte le età, giovani e anziani, famiglie e singoli, con conseguenze sul benessere psicologico e fisico.
Essere soli oggi non significa necessariamente essere fisicamente isolati. Anche in mezzo a una folla o con centinaia di contatti online, molte persone sentono la mancanza di legami autentici e significativi. Per questo motivo, la solitudine non è solo un problema individuale, ma una questione collettiva e culturale che interroga l’intera società.
In questo scenario la Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale affronta il tema della solitudine con progetti e premi che valorizzino l’impegno di chi, ogni giorno, si propone di dare risposte: e l’accoglienza è una delle migliori. Infatti, accogliere significa offrire ascolto, presenza, tempo e creare legami profondi; è un gesto semplice ma potente, capace di ricostruire il senso di comunità e restituire valore alle relazioni umane.
Accogliere, nel nostro contesto, significa costruire relazioni che curano. Significa rompere l’indifferenza e fare spazio all’altro, anche quando è diverso, vulnerabile o in difficoltà. Un gesto che può partire da ognuno di noi, anche con un piccolo passo.
Quest’anno sosteniamo con il bando “Intrecci Possibili 2025”, le associazioni di volontariato nella progettazione di interventi incisivi per costruire vicinanza, e riconosciamo con il “Premio di Solidarietà” – giunto alla sua 16^ edizione – le buone pratiche già realizzate sul tema.
Il vincitore del Premio di Solidarietà - 16^ edizione: coabitazione, giovani e solidarietà
Il vincitore di questa edizione è il progetto “Tutti casa e cooperativa”, promosso da Villa S. Ignazio.
È un’iniziativa che favorisce la convivenza tra giovani studenti con residenzialità temporanea e gli ospiti della cooperativa, creando così un ambiente di supporto reciproco. Da un lato, gli ospiti trovano sostegno nel loro percorso personale, dall’altro gli studenti hanno l’opportunità di sviluppare in un ambiente ricco di stimoli e creatività, competenze relazionali fondamentali per il loro futuro.
L’idea alla base del progetto è semplice, ma efficace: mettere insieme persone con esperienze diverse, offrendo loro non solo un tetto, ma anche uno spazio condiviso di crescita, ascolto e confronto. In un’epoca in cui anche la casa può diventare luogo di esclusione, questa proposta offre un nuovo modo di abitare, fondato sulla solidarietà e sulla prossimità.
La Commissione esaminatrice ha ritenuto di premiare tale progetto per “l’approccio innovativo di incontro tra bisogni sociali, in grado di generare un duplice valore aggiunto: da un lato, promuovere un’esperienza strutturata di volontariato, finalizzata al supporto di persone in condizioni di fragilità e solitudine; dall’altro affrontare in modo concreto la questione dell’abitare. È stato riconosciuto come elemento di rilievo il percorso di formazione rivolto ai giovani volontari, che contribuisce alla qualificazione dell’intervento e alla costruzione di competenze utili per un’azione solidale efficace e consapevole”.
Progetti come questo dimostrano che un abitare più umano è possibile. Dove le mura domestiche non separano, ma uniscono. Dove la casa diventa anche luogo educativo, e la convivenza un’opportunità per formare cittadini più consapevoli, più empatici, più attivi nella costruzione del bene comune.
Con questo premio, la Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale punta a far conoscere e diffondere modelli virtuosi, replicabili sul nostro territorio e non solo. Perché la solitudine non è una sfida che si vince da soli, ma una situazione da affrontare subito che richiede l’impegno e la collaborazione di tutta la comunità.
L’obiettivo non è solo premiare, ma ispirare. In un momento storico in cui tante realtà sociali si interrogano su come generare inclusione e partecipazione, condividere buone pratiche è fondamentale per attivare nuove energie e far crescere nuovi progetti.
Per promuovere una coscienza collettiva e sensibilizzare gli operatori del mondo del volontariato, è in programma la consegna del Premio di Solidarietà, che sarà celebrata il 26 settembre 2025 con un convegno all’interno del palinsesto dell’11^ Settimana dell’Accoglienza del CNCA.
L’obiettivo del convegno è sottolineare, con il contributo di esperti, come l’accoglienza debba diventare uno stile di vita: accogliere non significa solo aprire una porta, ma riconoscere l’altro come parte di sé, attraverso azioni quotidiane e piccoli gesti – in famiglia, a scuola, nei luoghi di lavoro, nei condomini, negli spazi pubblici e privati.
Il convegno sarà un’occasione di incontro e approfondimento, per condividere idee, ascoltare esperienze, confrontarsi su come rendere l’accoglienza una pratica diffusa, un’abitudine quotidiana e non solo un’eccezione.
L’accoglienza è dunque una cultura, prima ancora che una pratica.
Il messaggio che vogliamo fare passare è chiaro: non servono solo le parole, servono gesti e nuove azioni volte al cambiamento. Sostenere chi, nel territorio, si impegna a costruire legami significa riconoscere che una comunità forte nasce proprio dall’accoglienza.
E in questo percorso, ogni singolo gesto conta davvero molto.
Bando Intrecci Possibili 2025 – Costruire Vicinanza
Per poter presentare un progetto è obbligatorio partecipare allo sportello di progettazione con lo staff di Svolta, prenotando una consulenza (online o in presenza) entro il 12 settembre.
🔗 Scopri di più sul bando
🗓 Scadenza per la presentazione dei progetti: 10 ottobre, ore 12:00
📧 Contatti: progetti@ufficiosvolta.it
📞 Telefono: 353 4121810
di Donatella Turrina – Presidente Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale




