Luoghi sicuri, fiducia condivisa: il ruolo del volontariato


Quando parliamo di solitudine femminile dobbiamo sempre partire dal fatto che non si tratta di una condizione naturale. È l’effetto di disuguaglianze strutturali radicate nel lavoro di cura invisibile, nella scarsa partecipazione ai luoghi decisionali, nei linguaggi che cancellano il femminile. È quanto abbiamo evidenziato nella tavola rotonda “Mai più soli: il volontariato che accoglie”, svoltasi lo scorso 26 settembre 2025 a Trento, all’interno della Settimana dell’Accoglienza.

In quell’occasione e nel precedente articolo “Solitudine: il profondo silenzio delle donne”, abbiamo avuto modo di segnalare come anche in Trentino le donne sperimentano forme diverse di solitudine: nella maternità, quando oltre il 70% del carico di cura grava su di loro; nel lavoro, dove il tasso di occupazione femminile resta inferiore a quello maschile e il part-time coinvolge quasi il 40% delle lavoratrici; nell’anzianità, quando a una maggiore longevità si accompagna spesso fragilità economica e isolamento relazionale (CPO-PAT, 2025).

E in questo contesto entra in gioco la fiducia. Perché quando manca, si produce isolamento e si rafforzano paura e chiusura.

E a ben pensarci, la solitudine femminile è spesso una crisi di fiducia: fiducia in sé stesse, perché sembra di non fare mai abbastanza; fiducia negli altri, quando il carico non è condiviso; fiducia nelle istituzioni, quando le politiche non intercettano i bisogni reali.

Il volontariato sociale si colloca esattamente in questo spazio intermedio tra persona ed istituzioni.

Durante l’ultima tavola rotonda del 2025, “Mai più soli: il volontariato che accoglie”, è emerso con chiarezza un punto decisivo: per vincere la solitudine occorre partire dall’accoglienza dei propri limiti e bisogni, smettendo di vivere la cura come sacrificio e riscoprendola come relazione.

Ricostruire legami nei luoghi pubblici

Va da sé che se la solitudine nasce da squilibri strutturali, la risposta non può essere solo individuale. Serve una cultura della corresponsabilità.

Gli spazi pubblici — eventi, manifestazioni, iniziative collettive — sono luoghi simbolici in cui si misura la qualità della convivenza. Se sono percepiti come insicuri o escludenti, la fiducia si incrina ulteriormente, soprattutto per le donne e per chi vive condizioni di vulnerabilità.

Rendere questi spazi più sicuri e inclusivi significa rafforzare la fiducia collettiva.

In questa prospettiva si inserisce LIBERƏ, un nuovo percorso formativo dedicato a volontarie e volontari per la prevenzione delle molestie di genere negli eventi pubblici.

Il progetto, nato dalla collaborazione con il Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento, ha l’obiettivo di rafforzare il ruolo del volontariato come presidio di prevenzione e tutela, attraverso strumenti concreti, formazione e linee guida condivise.

Non si tratta soltanto di intervenire nelle situazioni critiche, ma di affermare un messaggio culturale chiaro: gli spazi pubblici devono essere liberi da molestie e discriminazioni.

Nel 2025 il progetto è partito con una prima sperimentazione realizzata insieme all’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Trento. Il 2026 segna l’avvio di una nuova fase, con l’intenzione di estendere la formazione a un numero crescente di realtà associative su tutto il territorio provinciale.

Dalla solitudine alla comunità

Se vogliamo affrontare davvero la solitudine di genere, dobbiamo lavorare sulle condizioni che la producono. E la rete del volontariato può giocare davvero un ruolo centrale. Se riusciamo a costruire assieme una rete forte, dove le competenze si diffondono e dove gli spazi diventano luoghi sicuri, otterremo come effetto quello di aver dato vita ad una fiducia collettiva e restituito linfa vitale alla comunità.

Perché la fiducia si pratica quando la sicurezza non è controllo, ma prevenzione e rispetto.

Mara Rinner, Vicepresidente Commissione Pari Opportunità e Consigliera FTVS

Fonti:
CPO-PAT (2025). (Dis)parita’ tra donne e uomini in Trentino. Indicatori e analisi

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