Cosa significa trasformare una semplice struttura di accoglienza in una vera casa dove crescere insieme? La risposta arriva dalla Cooperativa Villa Sant'Ignazio, dove il volontariato residenziale sta ridefinendo il concetto stesso di solidarietà quotidiana.
Il Premio e la Missione
Quest'anno il vincitore della 16ª edizione del Premio di Solidarietà è il progetto "Tutti casa e cooperativa" di Villa Sant'Ignazio. La cooperativa sociale si dedica a servizi di accoglienza residenziale e sostegno alla persona e percorsi di autonomia e accompagnamento all’inserimento sociale e lavorativo per giovani e adulti in difficoltà. Gli interventi, gestiti in rapporto sinergico con i servizi pubblici e le altre realtà sociali presenti sul territorio, si rivolgono principalmente a coloro che, per svariate cause, vivono una condizione di vulnerabilità o di esclusione sociale. All’interno delle diverse aree d’intervento, la presenza consistente di volontari ha reso l'integrazione tra professionalità e volontariato il fulcro di un impegno per la crescita individuale e il benessere collettivo.
Un Modello di Accoglienza Innovativo
Nello specifico, l'accoglienza residenziale si rivolge a individui e piccoli nuclei familiari che affrontano difficoltà legate alla crescita personale, alla perdita della casa o del lavoro, a dipendenze o questioni di salute. Le persone accolte si inseriscono in una comunità mista attraverso un progetto educativo mirato, che permette loro di condividere esperienze e attività quotidiane. I progetti educativi sono definiti da operatori professionisti che collaborano con una rete strutturata di Servizi Sociali, Centri di Salute Mentale e altre risorse territoriali.
Il Volontariato Residenziale
Nel tempo si è sviluppata una proposta innovativa: progetti di “volontariato residenziale” per giovani studenti e lavoratori. Questo modello permette ad alcuni giovani di vivere un anno insieme agli ospiti della casa e il suo valore va oltre la semplice assistenza: i volontari diventano compagni di vita, condividendo spazi, pasti e momenti quotidiani che trasformano la struttura in una vera comunità di persone che si sostengono a vicenda.
In pratica, ai volontari viene offerta la possibilità di usufruire di vitto e alloggio a una cifra ridotta, partecipando attivamente e seguendo un percorso formativo dedicato che arricchisce l'esperienza con competenze specifiche nel campo dell'accoglienza e del sostegno sociale.
Ogni anno Villa Sant'Ignazio lancia un bando rivolto a giovani del territorio trentino e non solo, alla ricerca di persone motivate a vivere un'esperienza di convivenza autentica e trasformativa. Il processo di selezione è accurato: nella primavera 2024, ad esempio, sono stati organizzati colloqui individuali con tutti i candidati per comprendere le loro motivazioni e aspettative. Attraverso un attento bilanciamento tra le esigenze della struttura e i desideri dei giovani volontari, nasce così un progetto su misura: 11 mesi di volontariato residenziale, da settembre a luglio, che offre ai partecipanti molto più di un semplice alloggio.
L'Evento di Premiazione
L'impatto di questo approccio innovativo sarà raccontato direttamente dai protagonisti durante la tavola rotonda "Mai più soli: il volontariato che accoglie" del 26 settembre 2025. Insieme a Michelangelo Marchesi, Presidente di Villa Sant'Ignazio, che parlerà di inclusione e accoglienza, alcuni volontari del progetto vincitore condivideranno la loro esperienza in occasione della consegna del Premio di Solidarietà – 16^ edizione.
Un'anticipazione di queste voci arriva già da Adriana, una volontaria che ha voluto raccontarci il suo percorso.
Io, volontaria
Mi chiamo Adriana, sono ecuadoriana e sono arrivata a Trento alla fine del 2022. Penso sia importante raccontare il mio rapporto con Villa Sant’Ignazio (VSI) fin dall’inizio. A giugno 2023 ho iniziato il servizio civile in un progetto di VSI dedicato all’accoglienza di persone senza dimora. Dopo alcuni mesi, ho avuto l’opportunità di intraprendere un percorso di volontariato residenziale presso VSI, insieme a mio marito, Daniel.
Il nostro ruolo di volontari è un intreccio di attività diverse, che svolgiamo sia insieme sia in autonomia. Siamo una presenza costante nella casa, parte del nucleo che si prende cura non solo della struttura, ma anche delle persone che vi passano: chi per poco tempo, chi per periodi più lunghi. Ora che entriamo nel terzo anno di volontariato, mi colpisce come ogni gruppo porti con sé qualcosa di unico, ma sempre ricco di relazioni significative. La volontaria che sono oggi è il frutto di questa esperienza condivisa. Villa Sant’Ignazio non è soltanto un luogo in cui si vive, ma uno spazio in cui si cresce insieme, giorno dopo giorno. Ogni relazione, ogni momento vissuto con gli altri volontari ha contribuito a formarmi e a farmi riflettere. In questo senso, il premio appartiene a tutte le persone che ogni giorno si mettono in gioco, si ascoltano e si sostengono a vicenda.
Mi è sembrato un po' strano che il volontariato venisse “premiato”, perché non l’ho mai considerato come qualcosa di straordinario o “in più” da fare. Dal mio punto di vista, è naturale mettersi a disposizione degli altri, contribuendo a creare una catena di gentilezza e umanità. Poi ho compreso che riconoscere un servizio del genere significa, in realtà, riconoscere e dare visibilità a quella stessa catena, per farla arrivare più lontano e coinvolgere ancora più persone.
Ciò che rende davvero preziosa questa esperienza è il confronto quotidiano tra chi abita la casa. La varietà di storie, punti di vista e sensibilità arricchisce il vivere insieme e stimola un dialogo autentico. È un cammino fatto di reciprocità, apertura e fiducia. Villa Sant’Ignazio mi ha insegnato che il volontariato non è solo un atto di generosità, ma un’esperienza profonda di scambio e di trasformazione collettiva.
Voglio chiudere ringraziando di cuore tutte le persone che ho avuto il piacere di conoscere in questi due anni di servizio residenziale a Villa. Ognuno di voi ha lasciato qualcosa in me. Oggi sono la volontaria che sono grazie alla condivisione, al confronto e alla cura quotidiana che rendono speciale questo percorso.
Adriana Sotomayor
Una buona pratica da seguire
Il progetto 'Tutti casa e cooperativa' di Villa Sant'Ignazio dimostra che il volontariato può essere molto più di un gesto di generosità: è un'esperienza trasformativa che crea comunità autentiche. Come ci racconta Adriana, non si tratta di fare qualcosa 'in più', ma di tessere insieme una rete di umanità che arricchisce tutti, volontari e ospiti. Un modello che merita di essere conosciuto e, perché no, replicato.
Se volete saperne di più sulla sua esperienza e quella di altri volontari e volontarie, vi aspettiamo alla tavola rotonda “Mai più soli: il volontariato che accoglie” di venerdì 26 settembre 2025 alle 17.30 in Sala Colonna, Fondazione Caritro - Via Calepina 1, Trento.




