C’è un momento che segna la linea di demarcazione tra l’astratto e il concreto, tra la progettualità e il cambiamento, tra l’ascolto e il soddisfacimento di bisogni collettivi. Non è facile individuarlo, si rischia di perdersi nel ripercorrere le idee, nel soppesare, nel valutare e nel sognare ad occhi aperti, ma per noi è un momento molto vicino. Avvertiamo infatti l’imminenza di un’evoluzione: esce il 16 marzo il nostro nuovo bando Trame di Fiducia.
Il bando è rivolto alle organizzazioni di volontariato sociale e rappresenta un passo che segue un percorso già tratteggiato dalla filantropia della fiducia.
Ripercorriamo il selciato della filantropia della fiducia
La filantropia della fiducia, ne abbiamo avuto occasione di parlare (leggi “Verso la filantropia della fiducia: cosa abbiamo fatto, dove stiamo andando”), rappresenta una rottura degli schemi classici a favore di un nuovo ordine in cui dal modello gerarchizzante si passa, più o meno agilmente, ad una cooperazione tra enti del terzo settore. Tra chi riceve e chi dona. La grandezza fisica intrinseca alla fiducia è il tempo. Occorre tempo per sedimentare delle buone pratiche e rafforzare i legami. E così anche per finanziare nell’ottica del lungo termine. Se prima i bandi si concentravano sulla promozione dei singoli progetti con una cadenza ristretta, adesso l’attenzione è rivolta alla rigenerazione degli stessi, accompagnando i protagonisti – le associazioni – con consulenze qualificate. L’assistenza avviene in più fasi, dalla stesura delle proposte, alla valutazione, finanche alla rendicontazione.
In sintesi: più fiducia, più impegno nel tempo, più rete.
La filantropia così intesa ha sia una forza creatrice che una distruttiva, non in un’accezione negativa, ma come stimolo a decostruire. Abbattere le sovrastrutture burocratiche che ostacolano e rallentano le procedure è l’obiettivo che emerge sovrano. È emerso in primis dal questionario che avete compilato sul vostro "Bando ideale”, aiutandoci a raccogliere spunti su cui lavorare, ed emergerà ancora più concretamente dal suo prodotto diretto: Il bando di cui anticipavamo.
Di più sul bando
Quando si ascoltano i bisogni della comunità si lavora insieme. Un modo per dire con altre parole ciò che nel bando viene espresso attraverso tre finalità generali:
- il sostegno alla cittadinanza attiva e al volontariato. Rafforzare e spingere la partecipazione attraverso un meccanismo di inclusione e coesione sociale nei territori;
- il contrasto alle solitudini e le marginalità. Focalizzarsi su situazioni di peculiari fragilità e vulnerabilità per promuovere relazioni che le contrastino e/o le rendano più visibili agli occhi della collettività;
- lo sviluppo di competenze. Sono queste ultime il primo strumento, se non il mezzo più potente, per i volontari, le volontarie e gli enti largamente intesi.
Chi si candiderà dovrà infatti tenere a mente che la proposta deve integrare tutte e tre le finalità del bando e dimostrare la capacità di generare ricadute positive nei territori. Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, la maggiore o minore complessità della proposta porterà ad ordini di valutazione diverse, per cui si potrà dare più rilievo ad una di queste finalità purché le altre vengano sviluppate parallelamente in modo coerente. Inoltre, il bando prevede e distingue due fasce di finanziamento. Ciò permette di finanziare sia progetti più articolati e di rete estesa, che progetti piccoli ma ad alto impatto.
Dietro a questo agire c’è per noi l’idea che riconoscere e valorizzare la diversità consenta di rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze del territorio.
Fiorisce così dai suoi predecessori, Intrecci Possibili e Formati su Misura, un bando che negli anni a venire saprà raccontare e modellare la filantropia in Trentino.
di Giorgia Setticasi - Studentessa universitaria, Giovane in Servizio Civile presso FTVS




